News dall'Azienda Socio-Sanitaria Territoriale

L'intervento del dott. ENRICO PUSINERI durante l'evento "La prevenzione passa dall'informazione... anche con leggerezza!"

Enrico PusineriPrimario di Cardiologia dell’Ospedale di Vigevano, ha organizzato anche quest’anno una giornata a favore della prevenzione del rischio cardiovascolare, dopo il grande successo dell’edizione del 2018, che ha visto la partecipazione di oltre 300 persone.                             
I temi affrontati vanno dall’infarto alle aritmie, dagli esami diagnostici ai trattamenti farmacologici, con un’ attenzione costante alla prevenzione mediante l’adozione di corretti stili di vita. 

L’evento del 13 novembre, presentato dalla giornalista Cristina Colli di MilanoPavia TV con la presenza del dott. Pusineri in un confronto a più voci, con professionisti di ASST e della Fondazione San Matteo.

"Non dobbiamo demandare la salute dei nostri figli soltanto alle istituzioni, noi dobbiamo cominciare ad insegnare ai nostri bimbi quando sono piccoli quali sono i comportamenti sani, non solo per la salute del cuore ma per la salute in generale del nostro organismo."

PET THERAPY IN PEDIATRIA | OSPEDALE CIVILE DI VOGHERA

Anche quest’anno, come per l’anno scorso, un gradevole appuntamento con l’Associazione per la diffusione della pet therapy ”ConFido in un sorriso” che, grazie alla donazione offerta dal Lions Club Stradella Broni Montalino, ha allietato il pomeriggio dei piccoli ospiti del Reparto di Pediatria e Nido dell’Ospedale Civile di Voghera, diretto dal dott. Carlo Fugini.
“Si tratta di una esperienza importante e innovativa – afferma il dott. Fugini - che esce dagli schemi classici del rapporto paziente ospedale".

Il termine per therapy è stato coniato nei primi anni '60 e letteralmente significa terapia dell'animale da affezione, intendendo con questo termine una pratica di supporto alle terapie più convenzionali. L'intervento consiste nell'avvicinare i pazienti con un animale (in questo caso il cane ) sfruttando la relazione che si crea tra l'animale domestico e il paziente stesso”. I benefici dei bambini (soprattutto in presenza di patologie acute, croniche, psichiatriche o disabilità) sono innegabili. L'interazione con l'animale sviluppa processi di apprendimento più rapidi e permette di parare a prendersi cura di qualcuno diverso da sé. Per il bambino l'animale ha una grande valenza emotiva: le coccole, il contatto fisico, le carezze, provocano un effetto gradevole che stimola le percezioni sensoriali, la creatività, il superamento delle paure. I benefici si avvertono anche in ragazzi preadolescenti ed adolescenti nei quali viene stimolato il vissuto e la riflessione su concetti come rispetto, fiducia, reciprocità che l'animale evoca, tant'è che il rapporto con l'animale viene utilizzato anche nei progetti di prevenzione del bullismo. Anche la disabilità può trarre giovamento dalla relazione con l'animale con progressi sulla socializzazione. Uno studio dell'Università del Missouri ha evidenziato il netto miglioramento di pazienti autistici nelle loro capacità di interazione. L'importante è considerare la pet therapy come una terapia aggiuntiva, che non deve sostituire la psicoterapia, la fisioterapia e la terapia farmacologica.

Quest’anno lo staff dell’Associazione “ConFido in un sorriso” era così costituito: dott.sse Silvia Razzini e Alessandra Maffina Coadiutrici dei cani e la Psicologa dott.ssa Alessia Silvani. Le terapeute a quattro zampe sono le cagnoline Isotta e Chicca!

L’Associazione “ConFido in un sorriso” opera in conformità alle Linee Nazionali in materia di pet therapy e la formazione delle dott.sse Razzini e Maffina, in qualità di “Coadiutore del cane” è stata riconosciuta e certificata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Centro di referenza nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali. 

Galleria dell'evento

NUOVO SPORTELLO PER IL CITTADINO | ASST di Pavia e Comune di Bressana Bottarone

L’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale, ASST di Pavia, in coerenza con la Legge Regionale di Riforma Sanitaria n. 23/2015, ha promosso una generale riorganizzazione dei Servizi Socio-Sanitari Territoriali che prevede, nelle realtà periferiche, il coinvolgimento diretto di Enti e delle Associazioni, nella gestione dei servizi alla cittadinanza.  Lo strumento impiegato per lo svolgimento di queste attività, è la Carta Nazionale dei Servizi (CNS o Tessera Sanitaria), in possesso di tutti i cittadini lombardi, che consente l’accesso on-line ai Servizi che la Pubblica Amministrazione rende disponibili al cittadino su internet.  

L’utilizzo della CNS favorisce la semplificazione delle procedure amministrative, valorizza le professionalità e la rete locale dei Servizi e ha l’obiettivo di promuovere ed agevolare l’accesso ai servizi on-line messi a disposizione a Regione Lombardia, incontrando le necessità dei cittadini utenti, migliorando la comunicazione e la qualità dei servizi percepita dall’utenza. In questo contesto si rende pertanto necessario promuovere ed attivare iniziative d’integrazione tra i soggetti impegnati sul territorio nell’erogazione di attività socio-sanitarie e sociali, affinché si renda possibile la costituzione di una rete di servizi territoriali a favore dei cittadini ed in particolar modo dei soggetti fragili e/o anziani, con l’obiettivo di facilitare loro l’accesso ai servizi mediante l’attivazione di postazioni decentrate sul territorio, utilizzando le tecnologie disponibili ed il personale delle strutture ospitanti o di volontariato. 

 Il Progetto CRS-Siss ha storicamente perseguito quattro fondamentali obiettivi strategici:
• la riduzione della distanza tra i cittadini e le Aziende Sanitarie;
• il miglioramento della qualità del processo di diagnosi e cura;
• il miglioramento della pianificazione e governo della spesa sanitaria;
• l'efficienza e la semplificazione dei processi interni della Pubblica Amministrazione.

Il progetto ha avuto una progressiva evoluzione che si rende in particolar modo necessaria in relazione all'applicazione della Legge 23/2015, che, con la realizzazione della presa in carico del paziente, offre la possibilità al cittadino utente di essere costantemente aggiornato attraverso i servizi on-line del percorso di cura intrapreso.  In coerenza a tale indirizzo, l'Azienda Socio Sanitaria Territoriale promuove specifiche azioni, in collaborazione con i Comuni del territorio, finalizzate al decentramento di servizi amministrativi, che potranno essere erogati direttamente dagli Uffici Comunali, Enti o soggetti appartenenti al mondo del
volontariato. 

In questo contesto di collaborazione, il Comune di Bressana Bottarone, supportato da volontari dell'Auser locale, ha sottoscritto una convenzione che prevede l'apertura al pubblico di uno sportello, al quale sono preposti operatori volontari che guidano il cittadino ad accedere direttamente ai Servizi Socio Sanitari attraverso il portale di Regione Lombardia - Fascicolo Sanitario Elettronico, strumento che permette di:
• ritirare documenti sanitari (es. referti, lettere di dimissione, verbali di Pronto Soccorso, ecc.);
• visualizzare il percorso di presa in carico;
• consultare ricette e ritirare il promemoria delle ricette elettroniche on-line;
• effettuare la scelta/revoca del medico di base;
• gestire prenotazioni per esami e visite specialistiche;
• ritirare le cartelle cliniche elettroniche richieste presso l'ASST;
• conoscere le proprie esenzioni e procedere al rilascio/rinnovo delle esenzioni per reddito.

Tutto ciò mediante l'uso della Carta Nazionale dei Servizi del cittadino attraverso il codice PIN, che può essere rilasciato anche dagli Uffici Comunali.

 

 L'ASST ringrazia tutti i soggetti impegnati in questa attività, in particolare il Sindaco Giorgio Fasani, il Vice Sindaco Valentino Milanesi e il Presidente dell'Auser locale Sig. Enzo Magrotti

EDU-Care II - "Apparato Gastroenterico superiore: rischio neoplastico e condizioni particolari"

Dopo l’evento dello scorso anno “edu-CARE I°: Il Tumore del colon” cui ha fatto seguito nel maggio 2019 la manifestazione di piazza itinerante (Vigevano-Pavia-Voghera) “Sapere per prevenire e curare” viaggio guidato in un colon gonfiabile, mirato a far conoscere l’attività della nuova UO Endoscopia Digestiva di ASST Pavia diretta dalla Dott.ssa Costanza Alvisi, quest’anno si è tenuto “edu-CARE II°:Apparato gastroenterico superiore: rischio neoplastico e condizioni particolari “.
L’evento del 16 novembre, che contava 19, tra relatori e moderatori, a riprova dell’interesse destato dal tema, ha visto la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti italiani quali relatori e moderatori delle varie sessioni, in cui si è discusso del rischio di tumore dell’apparato gastroenterico superiore e della ormai imprescindibile necessità di eseguire una gastroscopia di qualità, migliorando il riconoscimento di lesioni precancerose, identificando la eventuale tecnica di asportazione endoscopica più idonea, pianificando i controlli a seguire nonché la sorveglianza per condizioni di rischio.
Questi percorsi necessitano della imprescindibile collaborazione multidisciplinare, oltre che del costante coordinamento tra professioni mediche e infermieristiche. 

L’impegno dell’UO Endoscopia Digestiva, diretta dalla dott.ssa Costanza Alvisi, grazie innanzitutto al supporto della Direzione Strategica di ASST Pavia, con la collaborazione del Dipartimento di Chirurgia (cui l’UO appartiene), diretto dal Prof. Cosimo Vincenzo Sansalone, con gli altri Dipartimenti, ed in particolare con il Gruppo Multidisciplinare Oncologico Gastroenterico dell’ASST Pavia, può vantare l’offerta di un percorso completo di diagnosi precoce di qualità, terapia endoscopica/chirurgica/medica delle lesioni pretumorali, nonché della sorveglianza di condizioni di rischio tumorale, senza trascurare la particolare e sottostimata condizione di rischio di tumore gastroenterico ereditario.
Nella UO Endoscopia Digestiva il paziente trova un team molto affiatato e sempre pronto all’aggiornamento di 5 medici e 12 infermieri, 1 coordinatore, 3 operatori di supporto, 2 segretarie. Il tema vanta, oltre all’indiscussa professionalità, una particolare disponibilità ed attenzione al paziente, a cui vengono riservate prestazioni e cure secondo elevati standard gestionali, suggeriti da linee guida internazionali che sono stati inquadrati in percorsi aziendali progettati in modo specifico per alcune delle maggiori patologie di cui il paziente può soffrire. Il paziente viene accolto, preso per mano e accompagnato lungo tutto il percorso di cura, con costanza e attenzione. L’offerta di elevatissima qualità pone sicuramente l’UO Endoscopia Digestiva e l’Azienda in posizione concorrenziale nel panorama regionale e nazionale.
 
Il tumore allo stomaco è uno dei più comuni in tutto il mondo, ed è molto diffuso soprattutto in Asia orientale e in Europa orientale. Negli ultimi decenni, sebbene incidenza e mortalità in Italia e nei Paesi occidentali, siano in riduzione, il cancro dello stomaco rappresenta ancora oggi un enorme problema sanitario e sociale. In Italia se ne registrano 14.500 nuovi casi/anno con netta differenza di incidenza tra le diverse regioni italiane: alta nelle regioni Centrali del Paese (26 casi/100.000 abitanti), intermedia in quelle del Nord (22 casi/100.000 abitanti) bassa in quelle del Sud (16 casi/100.000 abitanti).
Non sussistendo un contesto suscettibile di programmi di screening, diversamente da quanto avviene per il tumore del colon e come viceversa attivato nei Paesi Orientali, è indispensabile saper identificare, interpretare e distinguere le lesioni a rischio che possono essere precocemente trattate/sorvegliate.

 

 

Brochure dell'evento

8° CONVEGNO ONCOLOGICO | AGGIORNAMENTI IN TEMA DI IMMUNOTERAPIA DEI TUMORI

Il sistema immunitario è da tempo al centro dell’attenzione dei ricercatori per capire il modo in cui interagisce con le cellule tumorali e quindi il ruolo che può svolgere nella lotta contro il cancro. In tempi recenti, l’immunoterapia antitumorale ha raggiunto risultati di grande rilievo tant’è che si parla dell’immunooncologia come la terza ondata importante nella cura dei tumori dopo la chemioterapia e le terapie a bersaglio molecolare.

Il nostro corpo fatica a riconoscere e sconfiggere i tumori: il sistema immunitario possiede una serie di freni molecolari che gli impediscono di attaccare i tessuti del suo stesso organismo, come dovrebbe fare nel caso dei tumori e subisce le interferenze dirette e indirette delle cellule tumorali, che diventano rapidamente in grado di influenzarne il comportamento. Capire come liberare l’azione del sistema immunitario dai suoi vincoli e guidarla contro i tumori è il compito dell’immunoterapia dei
tumori
che è divenuta una strategia sempre più complessa e diversificata.
Sia gli specialisti che tutti coloro che sono a vario titolo impegnati nella cura del tumore devono poter accedere in modo continuo ad informazioni aggiornate sulle terapie immuno-oncologiche.

E’ partendo da questa esigenza che tutte le tematiche sopra citate, unitamente ad uno sguardo alle prospettive future, quali le nuove terapie cellulari (non solo le cosiddette CAR-T) e agli aspetti di ricaduta gestionale ed organizzativa dell’impiego dell’immunoterapia, saranno affrontate il 23 novembre a Pavia da esperti del settore nell’ ottava edizione dell’annuale Convegno Oncologico.
L’edizione di quest’anno è anche caratterizzata dal ruolo che, per quanto riguarda gli aspetti gestionali ed organizzativi dell’immuno-oncologia, può essere vantaggiosamente svolto dal DIPO di Pavia e nell’ambito progetto interaziendale di Co- Branding oncologico ASST di Pavia / Fondazione IRCCS San Matteo di Pavia.

Dove e quando:
Aula del '400, Università degli Studi di Pavia | 23 Novembre 2019 a partire dalle ore 8:30

Link per l'iscrizione Online

Programma Completo

22 NOVEMBRE, FONDAZIONE LE VELE - MASSIMO RECALCATI | DESIDERIO DI VITA DESIDERIO DI MORTE NELLA GIOVINEZZA

...Cos’è questo “non voler guarire”, …? Cos’è
questo rifiuto ostinato del Bene? Questo
godimento della vita che realizza la morte?
…. Il soggetto non persegue naturalmente
ciò che lo rende felice: “ non faccio quello
che voglio ma quello che odio”   (Massimo Recalcati)

Questo convegno deve considerarsi l’evento conclusivo del progetto “Il malessere e il disagio giovanile: apatia, trasgressività, devianza, (cyber)bullismo. Evitare pericoli, promuovere competenze e benessere.”

Il progetto e il Convegno, che hanno avuto il riconoscimento e un contributo da parte della Fondazione Cariplo e dalla Fondazione Comunitaria della provincia di Pavia, sono stati organizzati dalla Fondazione Le Vele in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione, Formazione, Pari opportunità e Politiche Temporali del Comune di Pavia, l’ASST di Pavia e UST di Pavia.

All'evento presenzierà anche il Direttore Generale di ASST di Pavia, Dott. Michele Brait.

Dove e Quando:

Aula Magna dell'Università di Pavia, Piazza Leonardo Da Vinci | Venerdì 22 Novembre a partire dalle ore 8:30

► Brochure dell'evento

VACCINO ANTINFLUENZALE: DIAMO IL BUON ESEMPIO

Il 28 ottobre 2019, ha preso avvio la campagna di vaccinazione antinfluenzale presso gli studi dei Medici di Medicina Generale che aderiscono all'iniziativa e, dall'11 novembre 2019, è possibile vaccinarsi presso gli ambulatori dell' ASST di Pavia. Inoltre il vaccino sarà reso disponibile alle strutture sanitarie, alle RSA e ad altre strutture socio-sanitarie.

Per prevenire l’influenza, esiste una vaccinazione specifica. La protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l'inoculazione e perdura per un periodo di alcuni mesi, poi tende a declinare. Per questo, e poiché possono cambiare i ceppi in circolazione, è utile ripetere la vaccinazione all'inizio di ogni stagione influenzale.

Il principale obiettivo della campagna vaccinale gratuita è il raggiungimento di tutti quei soggetti che, in caso di infezione, potrebbero andare incontro a gravi complicanze: persone di età pari o superiore a 65 anni (nati nel 1954 e precedenti) e tutti coloro che, a prescindere dall’età,  sono affetti da malattie croniche come diabete, tumori, patologie dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, renale, del sangue e rientrano nelle categorie individuate dal Ministero della Salute e da Regione Lombardia. Inoltre il vaccino è particolarmente raccomandato per le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza.
Gli interessati sono invitati a presentarsi presso gli ambulatori muniti della Tessera Sanitaria - Carta Nazionale dei Servizi, tesserino di esenzione per patologia o documentazione specialistica per i soggetti appartenenti alla categorie a rischio.

Sempre sul sito web sono indicate le categorie di soggetti per cui la vaccinazione è gratuita; per coloro che non fanno parte delle predette categorie il costo si aggira tra i € 10,00 ed i € 20,00,
Il vaccino, infatti, è utile anche a chi desidera evitare o ridurre gli effetti di una influenza che spesso costringe a letto per alcuni giorni chi viene colpito.

La veicolazione dei comportamenti che garantiscono la tutela della salute dei cittadini passa anche attraverso il buon esempio
Per questa ragione il 19 novembre, presso la Direzione Generale di ASST Pavia, in V.le Repubblica 34, alle ore 10.30, il dottor Luca Abatangelo, medico competente di ASST Pavia, ha effettuato la somministrazione del vaccino antinfluenzale a Michele Brait, Direttore Generale, Francesco Reitano, Direttore Sanitario, Armando Gozzini, Direttore Socio-Sanitario e Paolo Puorro, Direttore Amministrativo.

 

 

Le sedi e gli orari dei centri vaccinali di ASST Pavia sono consultabili al seguente link.

15-17 NOVEMBRE| INIZIATIVE PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PREMATURITÀ

Il 17 Novembre di ogni anno ricorre la Giornata Mondiale della Prematurità (World Prematurity Day), una manifestazione globale celebrata in più di 60 paesi, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della prematurità e della malattia nei neonati.

I nati prima del temine  sono bambini che cominciano la loro vita in salita perché hanno bisogno di maggiori cure, sostegno e attenzione. Nel mondo, 1 bambino su 10 nasce prematuro; in Italia il 6,9% delle nascite avviene prima del termine.

Il Reparto di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale Civile di Vigevano ha partecipato a quest’evento con alcune iniziative. Il giorno 15 Novembre, alle ore 13.00,  le volontarie dell’Associazione “Mani di Mamma” hanno effettuato la consegna di manufatti di colore lilla in lana, per i piccoli neonati ricoverati, per i loro genitori e per il personale medico e infermieristico. L’Associazione fornisce vestiti, copertine, cappellini, dudù, e sacchi nanna ai  bambini premature e ai nati a termine. Il senso dell'azione è la possibilità di offrire accoglienza e calore sia ai neonati che ai neogenitori che si ritrovano inaspettatamente a gestire un bimbo nato pre-termine, ma anche al personale medico-infermieristico, per migliorare il rapporto con la neo famiglia.     

La consegna di un kit variamente formato, da parte delle infermiere, ai genitori, assume un significato simbolico che permette a questi ultimi di essere riconosciuti come insostituibili. 

Ha presenziato all'evento l’osteopata Lorenza Buttafava, che da quasi un anno,  in regime di volontariato presso il Reparto, presta consulenze ai piccolo degenti. L’osteopatia utilizza un sistema di analisi che permette di mettere in evidenza la presenza di disfunzioni somatiche,  più facilmente riscontrabili tra i nati pretermine, correggibili  grazie ad un approccio con tecniche manuali e interventi correttivi proporzionali al singolo deficit funzionale, atti a ristabilire condizioni di mobilità più fisiologiche. In ambito neonatologico, una serie di studi condotti con lo scopo di valutare l'efficacia clinica dell'approccio osteopatico in una larga coorte di prematuri compresi fra 29 e 37 settimane di età gestazionale hanno riscontrato una riduzione della degenza e un miglioramento delle funzioni gastroenteriche. Inoltre, l’osteopatia fornisce un notevole ausilio al processo di umanizzazione e di "care" del neonato, migliorando la qualità della degenza in ospedale. 

Tra le iniziative di sensibilizzazione, la facciata del Duomo di Vigevano si è tinta di lilla, colore simbolo della giornata nelle serate di Venerdì 15, Sabato 16 e Domenica 17 novembre, grazie all’autorizzazione Vescovile, alla contribuzione del Club Rotary Mede Vigevano, con il presidente Franco Decataldo, il patrocinio del Comune di Vigevano e il sostegno dell’Assessore alle pari opportunità, Antonietta Moreschi.

Iniziativa analoga ha avuto luogo Domenica 17 Novembre  presso la sede CRAL dell'Ospedale Civile di Voghera.

 

 

►Galleria dell'evento

Dott. Paolo Di Biagio | L'eterna storia del disagio giovanile nell'era di Internet.

In questo articolo, pubblicato sulla rivista scientifica di Psicologia 'Link', il Dottor Paolo Di Biagio, Psicologo-Psicoterapeuta del SERD di ASST di Pavia, espone le sue riflessioni in merito al fenomeno delle dipendenze patologiche e il suo evolversi nel tempo nell'era di Internet.

[…] L’idea che i “giovani di oggi” non hanno più valori, e che i bei tempi che furono i nostri – di noi adulti – sono miseramente finiti, sono distorsioni che la nostra psiche adulta, sazia di esperienza, produce solo perché non si riconosce più in una posizione esistenziale che era stata anche la sua, quando si era adolescenti, quando non si appariva adeguati agli occhi di chi allora era per noi l’”adulto”. Si potrebbe dire che “l’umanità entra in crisi ad ogni nuova generazione” (Gianni Gallino, 1972). […]

[…] L’evoluzione tecnologica ha reso reale il magico. Quello che è accaduto con l’informatizzazione delle conoscenze rappresenta una rivoluzione senza precedenti nella storia dell’umanità, e la possibilità di comunicare che si è attivata con l’avvento del digitale ha abbattuto ogni confine geografico, mettendoci in comunicazione con l’intero mondo, e le potenzialità di ogni singolo individuo di entrare sempre più in contatto con la collettività attraverso l’uso della rete informatica aumentano costantemente. […]

[…] Oggi si parla molto di hikikomori. Il fenomeno ha preso piede in Giappone, ma si è ormai affermato anche in Europa, in Italia, e credo ormai in tutti i paesi del mondo occidentale, e forse anche in tutti gli altri. Sembrerebbe che il clima estremamente competitivo delle società moderne, dove l’affermazione sociale è un target non negoziabile, dove si può essere solo “vincenti”, altrimenti si rischia di venire denigrati, spinga sempre di più gli adolescenti a rinunciare alla competizione.[…]

[…] Il prototipo leopardiano del ragazzo curvo sui libri, al lume di una candela, intento a leggere e studiare o a scrivere lettere ad amici lontani e versi ad un mondo al quale non sente di appartenere, viene oggi ad essere emulato dal liceale curvo sullo smarth phone, intento a seguire video di svariato tipo, o a giocare, o a chattare con una coetanea che non è emotivamente capace di invitare ad un vero incontro. Si potrebbe obiettare che Leopardi acquisiva conoscenza nel suo isolamento, ma non si può negare che gli adolescenti, nella loro dimensione di nativi digitali, conoscono molto meglio dei loro genitori il mondo informatico, e acquisiscono conoscenze differenti da quelle canoniche, classiche, delle generazioni precedenti. […]

[…] Il senso di questa osservazione sta nell’approcciare l’adolescente e la sua famiglia che chiedono un aiuto e un intervento per risolvere il loro disagio, con un lavoro euristico che consenta ad entrambi – adolescenti e genitori – di non considerare la difficoltà come dovuta ad un’impossibilità di comprensione reciproca determinata da mutazioni culturali e sociali. […]

 

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INAUGURAZIONE "SPORTELLO D'ASCOLTO CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE"

Ogni atto violento corrisponde ad una violazione dei diritti umani, una forma di discriminazione nei confronti della vittima che provoca sofferenze di natura fisica, sessuale e psicologica. La violenza di genere non deve essere intesa solo come l’aggressione fisica di un uomo contro una donna, ma include anche vessazioni psicologiche, ricatti, minacce, anche economiche, molestie e persecuzioni.
Molto spesso, la violenza contro le donne si manifesta tra le mura domestiche, quel luogo sicuro e di protezione che dovrebbe garantire la famiglia, si trasforma in uno scenario di violenze, reiterate nel tempo. Denunciare un comportamento violento da parte di un componente familiare risulta alquanto difficoltoso, perché far uscire allo scoperto quel dramma, sconvolgerebbe anche gli equilibri di vita di altre persone care, soprattutto dei figli. Questi ultimi sono spesso, purtroppo, testimoni della violenza usata verso la madre, e, talvolta, sono essi stessi destinatari di violenza.

L’Associazione C.H.I.A.R.A. (acronimo di “Chi ha invano atteso riceverà aiuto”) nasce il 20 giugno 2013 come proposta di un gruppo di donne per rispondere alle richieste di assistenza provenienti dal territorio. E’ stata riconosciuta come Centro Antiviolenza dalla delibera della giunta regionale 5878 del 28/11/2016. Assicura alle vittime i servizi minimi dei centri antiviolenza (ex. art. 3, co4, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 2014): la reperibilità h 24 (tel: 3289556259), il collegamento al centralino telefonico nazionale 1522, il percorso di ascolto e di valutazione e la possibilità di attivare progettualità volte ad abbassare il livello di rischio. Per ciascuna donna è previsto un progetto personale ed individuale volto alla presa in carico del problema, proposto dall’equipe multi- professionale e condiviso con ogni donna.
ASST Pavia e l’Associazione C.H.I.A.R.A. aderiscono alla Rete Interistituzionale Territoriale Antiviolenza di Pavia, con il Comune di Pavia capofila. La Rete Interistituzionale è composta da 34 Soggetti, tra cui ATS, che svolge fondamentali funzioni di coordinamento e governance sulle attività sanitarie e socio-sanitarie territoriali, i Comuni di Voghera e Vigevano, i Piani di Zona, la Questura di Pavia, la Prefettura di Pavia, la Procura della Repubblica di Pavia, la Fondazione IRCCS San Matteo e l’Ordine degli Avvocati di Pavia, e si è costituita, in conformità alla normativa vigente, al fine di armonizzare le azioni e gli interventi e rendere omogeneo il sistema integrato di accesso, accoglienza, valutazione del rischio, presa in carico e protezione della donna vittima di violenza, rispettando le peculiarità territoriali e in linea con le indicazioni nazionali e regionali.                                                                                          
Lo Sportello di ascolto nasce dal confronto tra i diversi attori della Rete dei Servizi, che in più occasioni si sono ritrovati a gestire casi di violenza. In particolare, i servizi sociali dell’Ospedale Civile di Voghera e le operatrici del Centro Antiviolenza C.H.I.A.R.A. hanno condiviso una riflessione sulla necessità di istituire un servizio finalizzato ad accogliere le richieste di aiuto di donne vittime di violenza, a sviluppo e integrazione del progetto RETE.
A seguito di tale riflessione è stata adottata formale deliberazione del Direttore Generale n.734 del 15 ottobre 2019, con cui ASST Pavia e l’Associazione C.H.I.A.R.A. Onlus hanno stipulato una Convenzione senza alcun onere, al fine di istituire uno “Sportello di ascolto contro la violenza di genere”, presso Ospedale Civile di Voghera, che si aggiunge a quelli già attivi a Pavia e Vigevano.
Nell’ottica della collaborazione tra i diversi attori della Rete dei Servizi, viene quindi istituito, all’interno della struttura ospedaliera, uno spazio dedicato all’ascolto di donne vittime di maltrattamento o di violenza, a cui si accede sia autonomamente, sia su segnalazione dei servizi sociali.
Tale progettualità assicura una presa in carico della vittima e garantisce a quest’ultima protezione dal maltrattante, privacy e immediato contatto con le operatrici specializzate del Centro Antiviolenza.
L’obiettivo generale è quello di interrompere la prosecuzione di una situazione di maltrattamento attraverso un servizio di prima accoglienza, ascolto e valutazione del rischio. Gli obiettivi specifici sono invece da ricercare nell’individuazione di uno spazio idoneo in termini di privacy, riservatezza e tutela degli attori coinvolti.
La strutturazione di un servizio di ascolto assicura la presa in carico di una situazione di violenza, attraverso il consolidamento della cooperazione tra i servizi sociali dell’Ospedale Civile di Voghera e le operatrici del Centro Antiviolenza CHIARA.
Per segnalare la presenza dello sportello è stata posizionata una panchina ROSSA quale simbolo e richiamo della iniziativa POSTO OCCUPATO, a ricordo delle vittime di violenza.                                                                                                        
Lo sportello decentrato all’interno della realtà ospedaliera sarà attivo il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00, e il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 17.00. E’ rivolto a tutte le donne che ricercano ascolto, informazioni tecniche e supporto pratico-operativo (al fine di uscire da una situazione di violenza domestica, abuso o stalking). 

Galleria Fotografica dell'inaugurazione

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